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Perché il suo meglio siete voi. Perché non parteicpare essendo stati selezionati a discrezione
de ILSOLE24ore ad un progetto del genere dove si sa che in partenza vincerà Grillo /a proposito
non si accettano scommese su G), presentandoci come scommessa?
In fondo i giovani, i signor nessuno hanno voglia di fare anche lontano dai riflettori
Perché no, un po’ per ringraziare i lettori affezionati- fidelizzazione mi pare la chiamino alcuni,
termine moderno per ruffianeria. Ma anche per trovare altri nuovi lettori. E trovare la forza da voi
Adottate un pensatore escapista
Sarà natale per tutti, fate che sia Natale anche per un pensatore escapista.
Beatinonbattuti non è il mio sito, è il vostro sito di voi tutti che venite qui sapendo di trovare
qualcosa che da altre parti non c'è. Ma beatinonbattuti non è solo quello, è certamente il
riferimento principale che trascina dietro i suoi fratelli:
Ecoaperdere
Marvelzombieagain
Oblogg
Vecchiestorie
Il mio scopo è quello di fornire grazie anche a collaborazioni con altri partner, come Freaknet,
Europaoggi e ilFattonline per dirne alcuni, di un informazione libera, sotteranea, una controcultura
come quella che ebbe origine in america al tempo dei Beat (Beatinonbattuti è Beat i non battuti ma è anche Beati non battuti)
Parlare di cose serie e di cose interessanti a modo mio, come interessano a voi.
In fondo di qua sono passate vedi.. contatore persone... (ah se avessi avuto un centesimo per ogni
click). Qui potete scambiare e ricevere informazioni con altre genti e altre persone. Con artisti, scrittori, musicisti famosi e non. Avete letto qui i pensieri e le parole di:
Marv Wolfman,
Terry Moore,
Simon Reynolds,
Tania Dervaux, (piccolo merito per essere stati gli unici in Italia ad affronta il caso politico in sè)
Leo Ortolani,
Cristina Donà,
E non avete letto molti altri per le limitate possibilità di un pensatore escapista.
Ora voi potete rendere meno limitate le possibilità di questo progetto.
Con un semplice click. Votando Beatinonbattuti su PREMIO SOLE 24ORE
categoria Blog
Qui avete sempre trovato un punto di riferimento sballato di un mondo troppo giusto
Recentemente avete potuto trovare informazioni e delucidazioni, approfondimenti chiarimenti
e punti di vista inediti su argomenti come:
John Titor
11/9
South Park
selezionatori risorse umane
il becchino salvavita
Roma Napoli
Una poetica fuga di cervelli
e inoltre...
il ritorno di capitan america su marvelzombieagain
dieci sorpassi e... su Eco a perdere
Vi sembra poco?
Beh allora tornate all'informazione ufficiali e alle gran casse di partito
E ora anime perse sulla strada prendete come consigliava Robert Frost
C’è un santo non battuto, un beato , che si aggira a una chilometrica distanza da qui, chilometri che ne fanno di strada e ne allungano il significato del tempo attraverso le parole spese per descrivere la distanza prossima tra me e lui.
E lì, dove il cielo si gratta con le montagne, dove il verde fa l’amore con l’occhio.
Dove la gente si risplende in sé stessa.
Si aggira, con la sua macchinina rossa e le ruote sgonfie.
Sono i bambini dei vicini così complessi nei loro semplici scherzi a spostare la valvola dall’equilibrio di pressione portando così le ruote, dettaglio minuto e infinitamente inosservato, a essere sgonfie.
Su questa macchina, simbolo imperfetto di nessuna adesione sociale, viaggia su è giù per quelle montagne che grattano la schiena celeste.
Ha i capelli lunghi e la barba colta e uno stomaco che chiede sempre perdono per ogni passo commesso lontano dalla beatitudine.
E le sue parole sono leggere, frizzanti e sprezzano l’aria, hanno un significato che l’ironia nasconde tutta dietro il ciclico ballo delle battute.
Così mentre la lingua fa l’amore con l’aria e il suo sguardo consegna dignità all ‘essere umano, così proprio in questi momenti di intensità , i bambini sgonfiano le ruote della sua macchina.
E non se la prende lui, non con i bambini, non con il destino, non con le macchine, lui gira su è già giù, accompagnato dall’andamento irregolare di quattro ruote sgonfie, incurante se si debba spingere in salita la macchina o se si debba spegnere il motore in discesa.
Non è questo l’importante, l’importante è andare, andare davvero a trovare la felicità in un momento solo, mentre corri a destra e sinistra schiacciato dall’esistenza deviata, mentre un tizio aspetta in giacca a cravatta alla fermata più improbabile della linea di autobus più impossibile di questo universo compiuto.
E lì che aspetta, il sole è ricordo e la pioggia presenza, i vestiti buoni andati per questi occasione e il verde si fa scuro appesantito dal penultimo canto della pioggia di ottobre.
Così si incontrano i beati, senza saperlo, in un angolo dimenticato d’Irpinia
Le ruote sgonfie che stridono sull’asfalto bagnato, i rumori di una macchina italianamente assemblata in qualche paese dove il sole tramonta ad un’altra ora, le luci che ridanno un po’ di normalità al verde appesantito dall’acqua nelle discese, e il sapere che questa non è la tua giornata, poi passa un santo, senza musica che canta.
Passa, l’andamento è quello unico del tempo che scorre e che passa.
Passa, i giri delle ruote consumano l’aria di una valvola manomessa.
Passa, cadono le gocce di ogni sorriso spezzato.
Passa, davanti a te.
La pozzanghera più possibile dell’universo e una giornata di lavoro appena finita si uniscono nella beatitudine del momento
E l’acqua , dalla terra verso il cielo ti riporta lì dove non ricordavi di essere stato.
E quel santo non si ferma, è un dettaglio ora anche lui che è andato, dettaglio importante , con quel viso arrampicato nella sua barba, con quella schiena appoggiata ai suoi capelli e quel bianco sparuto che sembra assalirlo ai lati, sulle tempie, a intaccate il tempo di un beato.
Passato, davvero, e così riscopri e ringrazi quello stomaco che ha fatto un passo giusto nell’ordine infinito
ho infilato le chiavi nella serratura
ho aperto
mi sono spogliato in corridoio
sono venuto qui
ho acceso
ho scritto
( l'ho visto questa mattina )
poi sono andato a letto
( lì mi sono svegliato, quindi, vivendo solo, ne deduco che mi ci sono portato )
( sono il mio eroe )
non ricordo la strada
se non per un paio di punti
quando quasi mi addormentavo
anche a cantare
non c'era verso
comunque, non male
fuori dal locale c'era Rana
un indiano, ne parlerò
vende le rose
ai nottambuli
lui passa e sorride ed ha il suo mazzo di rose
come sorride
Rana sorride come l'India
fatto sta che c'era questa donna
stivali e gonna corta e gambe belle ed abbronzate
e la guardavo
non so come, ci riuscivo e
lei guardava
avrà pensato le solite cose
tipo: ecco uno che ci prova
beh, si sbagliava
ecco, a me andava di guardare per vedere solo una cosa
se avrebbe messo meglio quelle gambe
così guardavo, poi
è passato Rana, con le sue rose
ha mostrato il mazzo ai tre che erano
con la proprietaria di quelle gambe che finivano in quegli stivali
e quelli quasi lo spingono via
così che chiamo
Ehi, Rana, vieni qui, lascia perdere quei dementi
ed uno di quelli mi ha fissato
ecco, a me veniva da ridere
perchè mi fissi così in questo brutto modo?
solo perchè ti ho fatto vedere quanto tu sia stupido e piccolo?
non si spinge via uno che ha il sorriso di Rana
hai spinto via il sorriso dell'India intera
uomo pallido e con il cazzo pensieroso
sul da farsi per stare in mezzo alle gambe di quella donna
invece di pensare
ecco un bel sorriso
ed offrire una rosa a quella donna
con le gambe che tu bramavi
ebbene
non credo nemmeno le meritasse, le rose, quella donna
poichè stava con te
e tu sei quello che spinge via l'India che sorride
così sei uno stupido
che vuole fottere
una donna stupida
e forse vi girerà bene
anzi, un peccato che non siate
già a montarvi
tu e questa donna che fisso solo per gioco
e perchè non ho da bere in mano
così, poi, sono andato a bere
mentre Rana mi sorrideva e
si allontanava con il suo mazzo di rose
sparendo nella notte
S’inzuppa di rosso
l’orizzonte assorbente
di un cielo al tramonto
seta ultra di nuvole
con doppie ali
di gabbiani fluttuanti
flussi abbondanti
sono regole della Natura
che oggi ha le sue cose
succede, in quei giorni
di rinnovata primavera
è il ciclo delle stagioni
madre
le mie lacrme
non bastano
a spegnere
il tuo dolore
tesoro infinito
nascosto
prego ogni giorno il nulla
che preservi
il tuo amore
perchè il mio
è ancora bocciolo
o peggio
aborto
pena capitale
che il desiderio
d'esser perdonato
non basta a
espiare
I heard of a man
who says words so beautifully
that if he only speaks their name
women give themselves to him.
If I am dumb beside your body
while silence blossoms on our lips
it is because I hear a man climb the stairs
and clear his throat outside our door.
Leonard Cohen - Poem
Come il buio d'un ponte
che le folate man mano
nascondono; o un addio interrotto
perché i gettoni finiscono e la linea
cade: il niente é questo, qualcosa
che forse rimane.
S. Mannuzzu "Corpus" (Einaudi 1996)
non dobbiamo lasciarci andare
potremmo parlare un po' a bassa voce
e aspettare
amanti in Agosto al settimo piano
con le mani e lo zucchero del caffè
domani ti bacio
giuro
domani ti telefono
e ti bacio
St. Lorefice (Budapest Swing Lovers, Ed. Clandestine, 2004)
Fui giovane e felice un'estate, nel cinquantuno. Ne' prima ne' dopo: quell'estate. E forse fu grazia del luogo dove abitavo, un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; meta' ristretto su uno sprone di roccia, meta' sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due meta' a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re... Che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino per tutti i vicoli delle due Modiche, la Bassa e la Alta; e che angele ragazze si spenzolavano sui davanzali, tutte brune. Quella che amavo io era la piu' bruna.
Da "Argo il cieco" di Gesualdo Bufalino