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domenica, 27 febbraio 2005

 
il primo che passa (due cause perse e tanta carta).

"mi scusi...signora... scusi, "
lei si gira, faccia poco amichevole "si?"
"...eh, ecco, vede... le era caduta questa..." porge un foglio di carta tutto ciancicato, che evidentemente era stato ridotto a una pallina e gettato via.
lei arrossisce di botto appena lo vede "...ma lei l'ha raccolto? ...voglio dire, l'ha letto?"
"..."
"prima era tutto accartocciato! lei mi ha visto che lo buttavo via, l'ha raccolto.... e l'ha letto!"
lui non sa che dire, è arrabbiata o no? la cosa migliore che ha è il suo sorriso.
sorride.
"ma come si permette?!??"
il sorriso gli muore in faccia, come quando ti tirano una torta mentre presenti il festival di sanremo.
"ma come si è permesso di fare una cosa del genere? voglio dire.... c'erano scritte cose private, cose mie e lei ha lett... magari l'ha anche letta tutta no? no? se l'è letta tutta lo dica!"
"eh, "
"ma che stronzo! ma che gente!"
"signora, non mi giudichi male, è che era così bella...."
"BELLA?? ma erano cose mie!"
"guardi che io non lo faccio spesso, cioè non lo faccio mai.."
"?"
"no, nel senso... non è mia abitudine... sì,  insomma, non è che leggo le cose degli altri... è che era così bella"
"ma lei è un mostro"
"signora, c'erano scritte cose così belle, c'era un sogno dentro, una cosa che a leggerla mi sentivo male, mi si gonfiava il cuore...."
"..." ruota gli occhi imbarazzata e alterata, forse controlla anche se per caso ci sia qualche poliziotto in giro.
la strada però è deserta. proprio vuota. vuota di brutto. quando ti servono non ci sono mai, testedicazzo.
"e... so che adesso si arrabbierà.... ma non è la prima lettera che lei lascia cadere..."
a questo punto le si gela il sangue nelle vene. un sospetto brutto, brutto la prende. fa scorrere lo sguardo lungo la strada che si snoda lunga e quasi dritta, la strada sulla quale stava camminando da... da tanto tempo. e la strada è deserta, ma non mancano solo le persone."DOVE SONO TUTTE LE MIE LETTERE?" la voce le esce stridula, sono nelle mani di un maniaco, pensa.
"...ecco...."
lei fa due conti: camminando ogni tanto gettava via un foglio appollottolato, diciamo uno ogni dieci passi. e stava camminando da ore, forse. forse anche di più, in effetti le sembrava di camminare da una vita. e adesso lungo la strada non c'era neanche un pezzo di carta. quel matto se l'era raccolti tutti, e magari li aveva anche letti. roba da annientarsi per la vergogna.............
"signora, la verità è che la seguo da un pò... un bel pò. praticamente ho seguito la scia di pagine accartocciate che si stava lasciando alle spalle. a un certo punto ne ho raccolto uno, l'ho spiegato, l'ho letto, ed era bellissimo"
"guardi che lei è proprio un "
"qui ci sono tutti i suoi sogni, ci sono lettere che non ha mai spedito, ci sono intenzioni di riscatto, propositi. c'è..." fruga dentro le tasche del giubbotto, dei pantaloni, ci sono tutte le lettere che lei ha scritto, le ha proprio raccolte tutte "c'è una persona magnifica, qui dentro.... perchè sta buttando tutto via??"
"ma.. non sono fatti suoi"
"leggendo mi sono affezionato a lei. un pò mi sono sentito un intruso, ma ero troppo affascinato.... per quanto tempo ha ancora intenzione di pagare il suo errore? a quanti sogni vorrà ancora rinunciare?"
"...non sono fatti suoi..." debole, stavolta
"lei mi ha dato calore, mi ha tenuto compagnia. mi faccia camminare un pò inseme a lei."
"..."
"lo so, sono il primo che passa, ho letto di nascosto tutte le sue cose, ma io sono una causa persa come lei. sto scontando anch'io una pena che non so cos'è, quanto durerà. non so cosa ho fatto, perchè proprio a me.  ma se camminassi un pò con lei... potremmo parlarne magari, o che ne so. lei potrebbe darmi un altro pò di quel calore che mi ha tenuto compagnia quando camminavo da solo. camminavo da solo e leggevo le sue lettere."
"e perchè dovrei farlo?"
"ho tutte le speranze che lei ha buttato via, le riporto tutte da lei. non può separarsene, lei è una persona meravigliosa ed è tutta qui, in queste lettere."
"cammineremo un pò e poi lei se ne andrà via. e io rimarrò di nuovo in mezzo a questa strada come prima. e quella che ha raccolto è roba che no mi appartiene, non più almeno. io non sono più così, ho rinunciato alle cose che ho scritto"
"non me ne andrò. non presto, per lo meno. abbiamo tanto da fare, lei deve rileggere tutto, tutto quello che ha buttato. fumeremo, parleremo di tutto quello che ha scritto, io le parlerò di me, il tempo passerà. abbiamo tante cose da ricostruire, tutti e due."
lei stava per dire qualcosa, non sapeva cosa, da dove veniva questo tizio? deve proprio essere un matto. stava per dire qualcosa ma lui aveva già cominciato a leggere.

Alle ore 15:08 il Passero rosso ha mangiato semi di storie sparsi da: monnezza
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mercoledì, 23 febbraio 2005

ho una ciotola di biglie colorate

e una ciotola di vetro blu

piena di petali profumati

ho una ciotola piena di cioccolatini

ho una ciotola di vetrini

ho due gnomi brutti

con capigliature folli

un sole in testa ad uno

un colpo di vento in testa all'altro

li hai pettinati tu

sono rimasti così pettinati strani

aggrappati ad una tazza americana

a guardarti sparire di nuovo

con un'espressione attonita

lo sguardo fisso

una piega amara sulle labbra

ma

impassibili

i loro cuori sono di creta.

Alle ore 10:47 il Passero rosso ha mangiato semi di versi sparsi da: sleepwalking
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sabato, 19 febbraio 2005

Zurich post-madness Boulevard

Non ho mai capito perché dopo mi venga sempre mal di testa.
Oggi ho un colloquio di lavoro al 34' piano.
Il Sig. Serali dice che mi vuole parlare di un progetto.
Non lo sopporto, ha un tipo di ironia che mi dà sui nervi.
Invece eccomi qua incolonnato nel traffico perché lui mi vuole vedere.

Avrei dovuto lasciar perdere Ilaria, ma dicono che il sesso rinforza il cuore.
Comunque sia, oggi non piove, ultimamente il tempo è stato piuttosto grigio.
Forse, la settimana prossima vado a Zurigo.
L’ultima volta mi sono perso all’aeroporto, parlavo al telefonino e quando sono al telefono m’incasino sempre.
Ilaria fa l’impiegata in uno studio di consulenze finanziarie.
Mi telefona dieci volte al giorno.
Stavamo discutendo.
“Cazzo, ogni volta che c’è la possibilità di un viaggio all’estero per il tuo cazzo di lavoro, fai i salti mortali , eh…”
“Ma no,Ilaria, lo sai che non è così…”
Spiegare alla tua ragazza certe cose non serve, soprattutto se la tua ragazza è come la mia.
Frasi tipiche di una donna in questi casi:
1) “C’è un’altra,vero?”
-Risposta tua, quasi sull’offeso:”Ma come puoi pensare una cosa del genere, mi ferisci…”
Il 90% delle volte è vero che non ce l’hai un’altra…colpa di quel cazzone del tuo amico-Giuseppe- che ti ha soffiato la vicina molto disponibile…
Tutti hanno una vicina molto disponibile, e tutti hanno un Beppe che gliela fotte.
Generalmente Beppe ha i capelli lunghi, ben oliati(balsamo all’olio di cocco), è sempre abbronzato, usa lo sbiancante per i denti e va in palestra 4 volte a settimana…che alla sera,tu, pallido, totalmente a-palestrato, capelli “ad minchiam” (quando li hai)…ti domandi: “Ma questo Beppe come cazzo fa ad essere mio amico? Chi me l’ha presentato?”
La risposta è illuminante e tragica allo stesso tempo:” Lei me l’ha presentato…la mia ragazza…” e li ti fai altre domande…a cascata…con la strana sensazione di averlo preso nel “ciapel”.
2) “Non sei più tenero come una volta…”
-Che a una domanda del genere, istintivamente risponderesti: “Cazzo c’entra coi viaggi?”
Ma i perché sulle domande di una donna ti portano a conclusioni di cui al primo caso…quindi
mentalmente rispondi:” Vaffanculo Beppe.”
L’unica cosa che dici, con la voce quasi stupita, e con gli occhi
spalancati (come quando Schillaci chiedeva il rigore ad Italia 90) è :”Noo, ti sbagli stella, è che ultimamente sono stanco…”
Una risposta del cazzo, lei lo sa, ma alla fine anche lei è contenta che la mattina non la svegli più leccandole le tette…poi, tu non è che sei stanco, è che la mattina , alla centesima volta che l’hai vista “incremata” ti sei arreso….due maroni così ad arrivare in ufficio con la lingua spalmata di “oil of olaz”.

Due mesi fa sono stato a Parigi, bella città.
14 linee della metropolitana, 500 franchi per entrare al Moulin Rouge.
Non ci sono andato.
A Pigalle ci sono un sacco di pub irlandesi…
Anche a Milano ce ne sono un sacco, ma non è l’Irlanda e del resto nemmeno Parigi lo è.
In Irlanda, sono sicuro, non ci sono i pub irlandesi o italiani o francesi… in Irlanda ci sono tanti pub e basta.
Non credo di essere stato molto chiaro, ma nemmeno con la cameriera del pub irlandese a Pigalle lo sono stato.
Io le avevo chiesto una Bud, al bancone.
Sono finito a bere vino al tavolo di un’americana, insieme ad uno spagnolo ed un’altra americana di origini giapponesi.
Il mio francese deve migliorare.
Katy da Los Angeles, fermata Jaures, Hotel La Fayette.
Forse era rue la Fayette.
Come per tutti gli americani, quello che vedeva in Europa era un enorme baraccone degli spettacoli.
Anche al cinema applaudiva le scene migliori.
Uscire con lei era come andare al circo.
Capelli rossi, occhi azzurri.
A letto continuava a dire “Don’t stop…”
Un’italiana gode con più parole.
Aveva classe: non ho mai visto versare il vino nel modo in cui lo versava lei.
Dello spagnolo non mi ricordo più il nome, alla nippo-americana non l’ho neanche chiesto.

Non è vero che sono il più portato per i rapporti con i clienti stranieri.
Alfio, il vice-capo, si è messo questa stronzata in testa quando ho concluso l’affare con gli ungheresi.
Quelli erano messi male, avevano bisogno di un investitore estero…mica potevano permettersi di lasciare volare via l’occasione.
Io ho fatto solo il viaggio per la firma.
Dell’ungherese non capisco niente ma ho visto cose migliori di Pigalle a Budapest, e costavano pure meno di 500 franchi…e se non ho visto pub irlandesi, c’erano almeno tre pizzerie italiane, vicino al mio albergo.
Il mercato dell’est europeo ha garantito un ritorno di liquidi impressionante per l’azienda del Sig. Serali.
Pensano che sia merito mio.
Cazzate.

Quella stronza della mia vicina d’auto continua a dirmi di abbassare il volume.
Isterica di merda.
''Domani dalle 8:00 sino alle 15:00 ci sarà un’agitazione indetta dai sindacati, pertanto le reti metropolitane saranno paralizzate.''
Il telegiornale aveva detto così ieri sera.
Cazzo.
Oggi è un vero casino raggiungere il centro.
Non sopporto quelli che suonano ad intervalli di 10 secondi quando la colonna è totalmente ferma, e ho uno stronzo di questi proprio dietro.
''No,Ilaria, non sono ancora arrivato.''
''No, non ti preoccupare, farò in tempo.''
''Si, si che mi ricordo di passare da tua madre.''
''No, non sono nervoso, sono totalmente rilassato in questa colonna di circa quattro km!''
''Ilaria, dai ci sentiamo dopo...''
''Ilaria, ma si che mi va di parlarti, è che sono qui imbottigliato....''
''Ilaria?''
''Ilaria?''
“Cazzo!”
Odio il traffico.Odio anche l'architetto che ha progettato questa città; dovrebbero condannarlo a vivere al centro di una rotonda.

Ieri ho comprato l'ultimo dei Coldplay, ed anche uno dei vecchi di Battiato.
Ecco, in questi casi di traffico diurno c'è bisogno di Battiato, è più sovversivo ed incazzato, a suo modo.
Per il traffico serale meglio i R.E.M.
Qualcuno dovrebbe lanciare le compilation da traffico.
Che ne so, una per il traffico diurno ed una per quello notturno.
Ci sono le “love compilation”, le “bimbo mix compilation” che mi hanno sempre smaronato, le “Raul Casadei Compilation” che mi smaronano fino al terzo bicchiere di vino, poi sono una genialata…mancano le “Traffico Compilation”.

I coldplay, beh loro vanno bene per i grandi viali,la sera, quando di traffico ce n’è poco.
Ho quattro isolati che mi mancano da fare.
Ho un buco allo stomaco pauroso, il caffè non aiuta mica.
Se mi fermo perdo il posto guadagnato in colonna, e sono fottuto.
E’ dura la vita di colonna, basta che ti distrai, non so guardi un culo che passa, un cartellone pubblicitario, o anche solo cambi stazione radio e sei fregato.
Il furbo di turno mette la freccia e s'infila.
E cosa fai?
Cosa puoi fare?
Ormai ha messo la freccia.
Se lo centri la colpa è tua, lui ha segnalato.
Che a volte mi viene voglia di spaccare la faccia a tutti.
Ci sono i pedoni che attraversano.
Tanto la colonna è ferma.
Cazzo, non sarebbe un grande problema, è che la colonna davanti riparte proprio in quel momento.
Di fronte hai sempre un pedone formato “vecchietta ottantenne con busta della spesa di ottanta chili” e dietro lo stronzo che suona.
Vaffanculo.
Un giorno di ordinaria follia, il film, beh è una stronzata: nessuno si farebbe una passeggiata in mezzo al traffico con quaranta gradi all’ombra, neanche uno fuori di testa; io non lo farei, almeno.
Poi ,al fast food, io chiederei il numero di telefono alla cameriera, con un fucile puntato sarebbe cortese e me lo darebbe.
Anch’io spaccherei la faccia al tizio che fa il responsabile del posto; più per il sorriso che per il fatto della colazione.
La colazione nei fast food non l’ho mai fatta.
Credono d’essere al circo in Europa, però a casa loro fanno colazione da Mac Donald’s.

Oggi ho un colloquio di lavoro al 34' piano, e se va avanti così cambio stazione radio, centro qualcuno e magari mando pure in culo Ilaria.
Il mal di testa è aumentato.



tratto dal libro "Cosmo Blues Hotel" Edizioni Clandestine

autore:Stefano Lorefice

 

Alle ore 10:10 il Passero rosso ha mangiato semi di storie sparsi da: oltrenauta
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giovedì, 17 febbraio 2005

A   T.J. 



Jack è dentro di me
forse questa è già follia,
lo so io e lo sai tu
La vita sarà benigna
oppure no,
ma questa è la mia verità.
Fa paura, ma è questo l'amore
e sarai sempre mia compagna
e mia guardia:
Il mio derelitto angelo ti ha mandato
e il cielo è il nostro futuro

Alle ore 23:01 il Passero rosso ha mangiato semi di versi sparsi da: volso
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 i soli dei tramonti sono ponti sul cuore
e i giorni, le ore sono amari ritorni
tornerà ieri sui pensieri incostanti
il cuore, spossato, tramonta sul mare.
il giorno la notte le lotte le note.


Alle ore 17:38 il Passero rosso ha mangiato semi di versi sparsi da: monnezza
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cameriere, un altro

cameriere, un altro
e nelle pause
nei silenzi
tra una nota e l’altra
di questo basso
di musicaccia da gansta

mi trovo a pensare
cameriere, un altro
tra gli sbuffi
di fumo
di una sigaretta mezza spenta
che stenta a bruciare

a cosa sarei se
cameriere, un altro
tra le molecole
di alcool
che aggrediscono
e cullano il mio corpo

a cosa fossi se
cameriere, un altro
tra le centinaia
di calorie
ingerite
sotto forma di
schifezze

a chi sono ora
cameriere, un altro
tra le note
indigeste
tra le luci
soffuse
tra il fumo
denso
tra l’alcool
copioso
penso che l’unica cosa
che mi va
in questo momento è

cameriere, un altro

Alle ore 09:02 il Passero rosso ha mangiato semi di versi sparsi da: fatboy
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mercoledì, 16 febbraio 2005
nennella

una luce nuova nei tuoi occhi

un urlo sordo sulle tue labbra

un gesto scontato

una testa che si gira

una bocca che si allarga

non hai denti nennella

il candore delle gengive

pronte al primo calcio

urla, urla ancora

alzati, aiutami ad alzarmi

apri questa porta

è stata troppo tempo chiusa

fai entrare la tua luce

riempi i miei silenzi

ti aspetterò crescere

ma non aspettarti troppo da me

Alle ore 15:14 il Passero rosso ha mangiato semi di versi sparsi da: alterego57
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martedì, 15 febbraio 2005

 on a vanishing point of confusion...silencing the singing

Alle ore 16:39 il Passero rosso ha mangiato semi di sparsi da: oltrenauta
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cielo

ringrazio per l'invito. e lascio questo semino. che vorrebbe germogliare in ben altri campi.

Guardo il cielo attraverso le tende a strisce che si muovono come serpenti ammaliati sotto i colpi dei fancoil. Guardo il cielo finalmente azzurro striato di bianco e mi sento mancare l’aria. intorno a me si muovono come su un altro piano esistenziale un sacco di persone che si scambiano informazioni, consigli, aiuti. Una miriade di parole saturano l’aria intorno. La rendono irrespirabile. Manca l’aria. manca la possibilità di toccare quel cielo sdraiato in un prato. A fissare l’azzurro senza strisce. Senza parole intorno. Solo il dolce tappeto verde sotto di me e l’azzurro che mi comprime e mi dilata. Sentire l’aria fresca entrare nel naso e scendere insieme al fumo nei polmoni. E sbuffare un rivolo d’aria verso quell’azzurro. Creare le mie piccole nubi e stare a guardarle mentre si allontanano. Spegnere la sigaretta e mettermi le mani dietro la testa. A tastare l’umido del verde perdendosi nell’azzurro. E sognare di un luogo senza palazzi a bloccare lo sguardo. E niente uomini ad otturare le orecchie. solo la brezza. Il verde. E l’azzurro.

Alle ore 14:19 il Passero rosso ha mangiato semi di storie sparsi da: fatboy
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stornare.
deletare.
pensieri molesti.
accuratamente depennati.
pronta.
a cosa?

pronta.
sto dentro una scatola
di plexiglas
sono un reperto fossile
contrassegnata
BRACHIOPODE INARTICOLATA
non c'è data.
nessun riferimento temporale.
non ho una scadenza, dunque
non posso deteriorarmi
in quanto non sono edibile
sono TOSSICA
dal primo istante


ho fatto alcune cose.
o almeno, una versione di me
ha fatto alcune cose.

io spesso non ero davvero
presente

se camminavo per strada
cercavo il mio riflesso in
ogni vetrina

vanità di esistere

accumulo gli oggetti
come i pensieri
e non butto mai via niente
anzi peggio: non metto
mai via niente.

tutte le cose che ho mai
posseduto
tutti i pensieri che ho mai
pensato
sono qui.
allineati
ammucchiati

fanno bella (?) mostra
di sè.

PRONTI PER ESSERE
ESAMINATI.

Alle ore 08:32 il Passero rosso ha mangiato semi di granaglia sparsi da: sleepwalking
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