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Cos’è la felicità? Dove sta? Io una volta ero felice, perché adesso mentre perdo tutto quello che ho di più caro, tutto quello che ho sempre considerato la mia casa, la mia vita, la mia speranza…perché adesso mentre non stringo più nulla tra le dita, io sorrido? Forse una volta ero felice: avevo le mie abitudini, chi mi voleva bene e sapeva dimostrarmelo, avevo dei baci e delle carezze, le adoravo, e degli sguardi e delle parole dove stare; avevo il mio rifugio dove scappare, avevo la voglia di fare, adesso nient'altro che le scarpe e dei piedi per camminare. Una volta, già, una volta, lo vedo come fosse una bella cartolina, io ero felice. Avevo il mio posto e adesso perché mentre stringo nelle mie mani solo la mia tristezza e la mia solitudine sorrido? Cos’è la felicità? Dove sta? Qualcuno lo sa? E queste lacrime che non riesco più a contenere, perché se le bacio ancora sorrido? Una volta ero felice, lo ricordo come una foto dell’album di mia nonna, come una sigaretta disegnata a mio nonno, come un tema disprezzato alle medie. Mentre nelle mie mani rimane solo una cieca indifferenza, un pezzo della mia anima, mentre le cose continuano a respirarmi intorno silenziosamente, mentre tutto questo fluire di lettere si compone in un mio scritto e quelle note si sovrappongono in una melodia maestosa, ecco…io sorrido chiedendomi se esista davvero, la felicità.
Una gloria che ci costa tutto
e non significa nulla
Steve Erickson
Non sono una tipa
che mette didascalie
Detesto chiedere
nonostante i miei straripanti bisogni.
Mi ha scritto
capisco più cose di te
ora
solo leggendoti
Non ha mai voluto
sapere nulla di me
Diceva che facevo paura.
La notte
priva della tua voce al telefono
si lascia accarezzare
come un gatto
La tua assenza
alla fine
non è più incendio
Io sono un acquerello
mi dissolvo.
Al contadino non far sapere
che 'l proprio figliolo si fa le pere.
Il palombaro
mistook the nods for an approval, just ignore the smoke and smile...
per chi dovesse capitare dal 5 al 9 Maggio alla Fiera del Libro di Torino, io sarò allo stand R38, quello della mia casa editrice (Edizioni Clandestine)...se non mi vedrete nel momento del vostro passaggio, sarò sicuramente in giro al cazzeggio...beh, almeno i miei libri non si saranno mossi...see you.
Il Passero Rosso.
John Barton affida a Nick Belane, investigatore privato di Los Angeles, l'incarico di trovare questo strano uccello. Nick non sa se è in grado, ma John gli ripete infinite volte: "ho fiducia in te. puoi farcela".
E Nick si mette all'opera, fra una sorsata di vodka e un caso di infedeltà coniugale da risolvere. Trovare il Passero è l'incarico più importante, quello che lo terrà impegnato fino alla fine...
...fino alla fine del libro.
"Pulp. Una storia del XX secolo."
La ricerca di qualcosa per cui valga la pena, in mezzo all'immondezzaio quotidiano in cui ci siamo ritrovati.
Bello. Cazzo, ti fa venire voglia di alzare il culo dalla sedia e uscire per strada, andare a spasso, fumare una sigaretta in riva al mare col sorriso stampato sulle labbra, sapendo che ci sei quasi, che ce la puoi fare, che meriti la fiducia di qualcuno, foss'anche di te stesso.
Questo è lo spirito che voglio nella mia vita.
Questo è quello che mi piacerebbe leggere in questo blog.
Coraggio, amici.
Ci sono abbastanza parole per tutti.
SOLO PAROLE ALTRUI (F.B)
Ci si risveglia ancora in questo corpo attuale
dopo avere viaggiato dentro il sonno
l'inconscio ci comunica coi sogni
frammenti di verità sepolte
quando fui donna o prete di campagna
un mercenario o un padre di famiglia
per questo in sogno ci si vede un po' diversi
e luoghi sconosciuti sono familiari
restano i nomi e cambiano le facce
è l'incontrario tutto può accadere
com'era contagioso e nuovo il cielo
e c'era qualche cosa in più nell'aria
vieni a prendere un tè al café de la paix
su vieni con me devo difendermi da
insidie velenose e cerco d'inseguire
il sacro quando dormo volando indietro
in epoche passate in cortili in primavera
le sabbie colorate di un deserto
le rive trasparenti dei ruscelli
vieni a prendere un tè al café de la paix
su vieni con me
ancora oggi le renne della tundra trasportano tribù di nomadi
che percorrono migliaia di chilometri in un anno
e a vederli mi sembrano felici ti sembrano felici