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S’inzuppa di rosso
l’orizzonte assorbente
di un cielo al tramonto
seta ultra di nuvole
con doppie ali
di gabbiani fluttuanti
flussi abbondanti
sono regole della Natura
che oggi ha le sue cose
succede, in quei giorni
di rinnovata primavera
è il ciclo delle stagioni
madre
le mie lacrme
non bastano
a spegnere
il tuo dolore
tesoro infinito
nascosto
prego ogni giorno il nulla
che preservi
il tuo amore
perchè il mio
è ancora bocciolo
o peggio
aborto
pena capitale
che il desiderio
d'esser perdonato
non basta a
espiare
Come il buio d'un ponte
che le folate man mano
nascondono; o un addio interrotto
perché i gettoni finiscono e la linea
cade: il niente é questo, qualcosa
che forse rimane.
S. Mannuzzu "Corpus" (Einaudi 1996)
non dobbiamo lasciarci andare
potremmo parlare un po' a bassa voce
e aspettare
amanti in Agosto al settimo piano
con le mani e lo zucchero del caffè
domani ti bacio
giuro
domani ti telefono
e ti bacio
St. Lorefice (Budapest Swing Lovers, Ed. Clandestine, 2004)
Fui giovane e felice un'estate, nel cinquantuno. Ne' prima ne' dopo: quell'estate. E forse fu grazia del luogo dove abitavo, un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; meta' ristretto su uno sprone di roccia, meta' sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due meta' a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re... Che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino per tutti i vicoli delle due Modiche, la Bassa e la Alta; e che angele ragazze si spenzolavano sui davanzali, tutte brune. Quella che amavo io era la piu' bruna.
Da "Argo il cieco" di Gesualdo Bufalino
La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell'arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c'è luce.
Forse non sarà una gran luce, ma vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo, finché ce l'hai.
Tu sei meraviglioso, gli dei aspettano di compiacersi in te.
Charles Bukowsky
Dimenticare il dolore è difficiissimo, ma ricordare la dolcezza
lo è ancor di più. La felicità non ci lascia cicatrici da mostrare.
Dalla quiete impariamo così poco.
"Diary" - Chuck Palahniuk
L’ho sognato stanotte
ero lì, a Praga, con amici
e con me - indovinate? -
c’era Jeff, un Jeff ragazzino,
magro, capelli arruffati
e una maglietta bianca due taglie più grande.
E giravamo assieme
il mercato popolare di Barcellona
- ok, eravamo a Praga, ma che pretendete da un sogno? -
e l’inospitale Barrio Chino, coi suoi tagliagole
e i pusher e le puttane e i travestiti
a cui sorrideva curioso, guardandosi attorno
e la sinagoga e il cimitero ebraico, e il pomeriggio piovoso
l’aria era fresca, umida, disperdevamo i nostri passi tra la folla
poi su in albergo, dalla finestra l’azzurro della sera
nella stanza le luci erano calde,
avevamo una canzone da scrivere assieme.
Ma Jeff vola via, in giro per la città sulla sua moto
sotto la pioggia
ed io a comporre, in albergo
è fatto così, non c’è problema
ci penso io a finire il pezzo
- conoscevo gli accordi che gli piacciono
sapevo cos’avrebbe voluto suonare -
e faccio un buon lavoro, sento l’ispirazione che scorre
dal mio cuore alle mie mani e da lì
alla chitarra
finisco, e lo chiamo dal terrazzo:
“Dai, vieni su!”
facendo grandi gesti con le mani
mentre la pioggia scroscia, dalle grondaie
lui torna, proviamo assieme ed è
meraviglioso
quanta magia in quelle luci così calde
e nei nostri vestiti ancora fradici
e nella musica che sale, dritta verso il cielo
ci abbracciamo
“è bello suonare con te”
una gioia infinita
che non riesco più a provare, se non in sogno
poi siede sul letto
infila un anfibio
e so che sta andando al fiume
al maledetto fiume
e mi prende male, cazzo, e mentre lo allaccia
glielo dico: “perché non resti un giorno ancora?
si sta bene qui… suoniamo un altro po’…”
ma lui mi guarda
le lacrime negli occhi
mi fa un sorriso
che non scorderò
e infila l’altro anfibio
Dedicato a Jeffrey Scott Moorhead, diventato leggenda con il nome di
Jeff Buckley (1966-1997)
attenti a rispettare la soglia
non sono fragili le spine
Giampiero Neri
vendere il nulla
e pure sottocosto